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Come funziona il pressostato della lavastoviglie

📅 5 Novembre 2026 ⏱ 7 min di lettura
Come funziona il pressostato della lavastoviglie

Un ciclo di lavaggio che si ferma con poca acqua nella vasca, che continua a caricare senza controllo o che non parte affatto può dipendere da un componente piccolo ma decisivo. Capire come funziona il pressostato della lavastoviglie aiuta a leggere meglio questi segnali e a distinguere una semplice anomalia da un guasto che richiede una diagnosi tecnica.

Il pressostato non lava le stoviglie e non scalda l’acqua, ma comunica alla scheda elettronica una delle informazioni più importanti dell’intero ciclo: quanta acqua è presente nella macchina. Se questa lettura non è corretta, la lavastoviglie può lavorare male, proteggersi bloccando il programma oppure rischiare perdite e trabocchi.

Che cos’è il pressostato della lavastoviglie

Il pressostato è un sensore di livello. Il suo compito è rilevare la pressione dell’aria generata dall’acqua che entra nella lavastoviglie e trasformarla in un segnale utile per la scheda elettronica. In pratica, permette all’apparecchio di capire se la vasca è vuota, se ha raggiunto il livello previsto o se c’è una condizione anomala.

Nella maggior parte dei modelli tradizionali è collegato a una piccola camera laterale, chiamata trappola d’aria o camera di compressione, tramite un tubicino. Quando l’acqua sale nella vasca, comprime l’aria nel circuito. La pressione raggiunge il pressostato, che interviene al valore stabilito.

Nei modelli più recenti il controllo può essere affidato a un sensore elettronico di pressione, spesso integrato in un gruppo idraulico o collegato direttamente alla scheda. Il principio resta lo stesso: misurare il livello dell’acqua per far eseguire le fasi del programma nel momento corretto.

Come funziona il pressostato della lavastoviglie durante il ciclo

All’avvio, la lavastoviglie scarica normalmente l’eventuale acqua residua rimasta nella vasca. Subito dopo apre l’elettrovalvola di carico e lascia entrare l’acqua. In questa fase il pressostato controlla l’aumento di livello.

Quando la quantità d’acqua è sufficiente, il componente invia il consenso alla scheda, che interrompe il carico e attiva la pompa di lavaggio. L’acqua viene così spinta verso i mulinelli e distribuita sulle stoviglie. Il livello corretto è essenziale: troppo poca acqua riduce la qualità del lavaggio e può far lavorare male la pompa; troppa acqua può causare perdite, allarmi o interventi di sicurezza.

Il controllo non riguarda soltanto il primo riempimento. A seconda del programma, la macchina può scaricare e ricaricare più volte. Il pressostato, o il relativo sensore elettronico, verifica ogni volta che il livello sia compatibile con la fase in corso: lavaggio, risciacquo o scarico.

In alcune lavastoviglie il sistema dialoga anche con altri componenti, come il flussometro, l’elettrovalvola, la pompa di scarico e il dispositivo antiallagamento. Per questo un errore relativo al livello dell’acqua non significa automaticamente che il pressostato sia da sostituire. La causa può essere nel circuito che gli permette di rilevare la pressione oppure in un componente a monte.

Pressostato meccanico ed elettronico: cosa cambia

Il pressostato meccanico contiene contatti elettrici che scattano quando la pressione raggiunge una determinata soglia. In alcuni casi può avere più livelli di intervento, ad esempio uno per il normale carico e uno di sicurezza.

Il sensore elettronico, invece, rileva variazioni di pressione e trasmette dati alla scheda in modo più preciso. È frequente nelle macchine moderne, dove il controllo dei consumi d’acqua è più accurato. Dal punto di vista dell’utente, i sintomi possono sembrare simili; per il tecnico, cambiano test, valori da verificare e modalità di sostituzione.

I segnali di un pressostato difettoso o di un problema nel circuito

La lavastoviglie non sempre mostra un messaggio esplicito sul display. Può segnalare un codice errore, ma il significato varia tra marche e modelli. Più spesso, il problema si nota dal comportamento dell’elettrodomestico.

Un primo sintomo è il caricamento insufficiente: la macchina parte, si sente la pompa in funzione, ma il lavaggio resta debole e le stoviglie escono sporche o con residui di detersivo. Può anche capitare che il programma si interrompa poco dopo l’avvio perché la scheda non riceve la conferma del livello d’acqua.

All’estremo opposto, la lavastoviglie può continuare a caricare acqua oltre il necessario. In questi casi va spenta e scollegata dall’alimentazione senza insistere con nuovi tentativi. Se l’acqua è visibile sul pavimento o nella base dell’apparecchio, è opportuno chiudere anche il rubinetto di carico.

Altri comportamenti compatibili con un’anomalia sono cicli molto lunghi, scarichi ripetuti, avvii irregolari della pompa di lavaggio, blocchi durante il risciacquo e allarmi antiallagamento. Nessuno di questi segnali, da solo, permette però una diagnosi certa.

Perché il pressostato può dare problemi

Il guasto del componente è possibile, soprattutto dopo molti anni di utilizzo, ma spesso la causa è diversa. La camera di compressione e il tubicino collegato al pressostato possono accumulare grasso, calcare, residui di detersivo e sporco proveniente dal circuito idraulico. Se il passaggio dell’aria è parzialmente ostruito, il sensore riceve una pressione alterata e legge un livello che non corrisponde a quello reale.

Anche un tubicino crepato, allentato o schiacciato può compromettere il rilevamento. Nei modelli elettronici vanno considerate le connessioni, il cablaggio e la scheda di controllo. In presenza di acqua nella vaschetta inferiore, inoltre, può intervenire il galleggiante antiallagamento: il sintomo assomiglia a un guasto di livello, ma la priorità diventa individuare la perdita che ha attivato la protezione.

L’uso abituale di detergente in eccesso, una manutenzione filtri trascurata e un’acqua particolarmente calcarea favoriscono la formazione di depositi. Non sono però l’unica spiegazione possibile. Una pompa di scarico inefficiente, un’elettrovalvola che non chiude correttamente o un problema di alimentazione dell’acqua possono generare comportamenti simili.

Cosa si può controllare in sicurezza prima di chiamare il tecnico

Ci sono verifiche semplici che non richiedono di smontare la lavastoviglie. Controllare che il rubinetto sia aperto, che il tubo di carico non sia piegato e che i filtri sul fondo siano puliti è utile. Vale la pena verificare anche che nel pozzetto dei filtri non siano presenti frammenti di vetro, etichette o residui che possono ostacolare lo scarico.

Se la macchina ha un display, annotare il codice errore e in quale momento compare: all’avvio, durante il carico, nel lavaggio o allo scarico. Questa informazione accelera la diagnosi. Un breve video del comportamento anomalo può essere altrettanto utile quando si richiede assistenza.

Non è invece consigliabile soffiare nel tubicino del pressostato, smontare pannelli o misurare contatti elettrici senza esperienza. Un collegamento rimontato male, una guarnizione spostata o una manipolazione della scheda possono trasformare un intervento circoscritto in un problema più costoso. Prima di qualsiasi controllo interno, l’elettrodomestico deve essere scollegato dalla corrente e dal carico dell’acqua.

Come viene eseguita una diagnosi corretta

Un tecnico verifica prima il sintomo reale: quantità d’acqua, tempi di carico, scarico e stato del sistema antiallagamento. Successivamente controlla filtri, circuito idraulico, camera di compressione, tubazioni e collegamenti elettrici. Solo dopo questi passaggi ha senso stabilire se il pressostato sia davvero difettoso.

Nei modelli meccanici si possono testare continuità e commutazione dei contatti; nei modelli elettronici si verificano segnale, cablaggio e comunicazione con la scheda. Se il problema è un’ostruzione, una pulizia mirata del circuito può essere sufficiente. Se il sensore è guasto, la sostituzione con un ricambio idoneo e il collaudo completo del ciclo evitano diagnosi approssimative.

Questa distinzione incide anche sul preventivo. Sostituire un componente funzionante non risolve una camera di compressione intasata, mentre limitarsi a pulire quando il sensore non risponde più porta il difetto a ripresentarsi. Un servizio come FixMaster opera a domicilio con diagnosi sul posto e preventivo chiaro prima della riparazione, così da indicare l’intervento necessario senza sorprese.

Quando conviene intervenire subito

È consigliabile richiedere assistenza senza attendere se la lavastoviglie carica continuamente acqua, se compare acqua sul pavimento, se scatta un allarme antiallagamento o se il programma si blocca a ogni tentativo. Anche per chi usa la lavastoviglie ogni giorno, rimandare un problema di livello può significare lavaggi inefficaci, maggiori consumi e il rischio di una perdita improvvisa.

Se invece il difetto si presenta una sola volta dopo un blackout o un’interruzione dell’acqua, si può tentare un riavvio dopo aver pulito i filtri e verificato l’alimentazione idrica. Se il comportamento torna a ripetersi, serve un controllo tecnico: il pressostato lavora dietro le quinte, ma dal suo segnale dipende l’equilibrio di tutto il ciclo. Intervenire presto significa proteggere l’elettrodomestico e tornare a usare la cucina senza dover gestire lavaggi a metà.

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